Mohole è vivo – 210×160 cm – quadro, acrilico,cera e carboncino su tavola di legno – 2021

Se la macchina ci sostituirà completamente, gli strumenti più obsoleti diventeranno ricordi dell’era lavorativa. La rovina in quanto traccia permette di ricostruire con l’immaginazione un modello del passato, in questo caso del presente stesso. Utilizzandolo come ready-made aiuta a immaginare nuove prospettive e possibilità. Quando il lavoro non è solo lavoro, ma una possibilità di integrazione e riscatto, cosa lo sostituirà?

“Mohole è vivo” è un lavoro che punta lo sguardo sul sistema carcerario e sull’immaginario che lo definisce. Definizione sfuggente, che trova il suo archetipo nella pala appoggiata al nulla, lo schema metafisico che costruisce il quadro.

“Mohole è vivo” è un lavoro fatto nel carcere delle Vallette all’interno del progetto “hellzapoppin” curato da Giulio Lucente che vede (tra le altre progettualità) coinvolti 10 artisti chiamati alla realizzazione di altrettante opere. Le opere rimarranno esposte nei luoghi del carcere.